L’emergenza sanitaria dovuta alla diffusione del nuovo Coronavirus sta creando numerosi disagi ai lavoratori, in particolare a chi opera in settori non interessati dal blocco e dalla chiusura e necessita, per raggiungere il luogo di lavoro, di spostarsi in auto.

Sì, perché non tutte le professioni possono essere svolte da casa, in telelavoro o in smart working, e raggiungere il luogo di lavoro è inevitabile.

Come probabilmente sai, nel corso delle ultime settimane le nuove norme che regolamentano gli spostamenti in auto per lavoro, e non solo, sono cambiate diverse volte, generando confusione.

Con questo articolo cerchiamo di fare un po’ di chiarezza, fermo restando che le regole potrebbero cambiare da un momento all’altro.

Cosa prevede il decreto #iorestocasa sugli spostamenti

Il decreto legge noto a tutti con il nome “#iorestocasa” stabilisce che “si deve evitare di uscire di casa. Si può uscire per andare al lavoro o per ragioni di salute o per altre necessità, quali, per esempio, l’acquisto di beni necessari”, come riportato sul sito del Ministero dell’Interno.

Si tratta, bisogna ammetterlo, di indicazioni molto generiche, perché non spiegano nel dettaglio quali sono le attività considerate “necessità”, ma concentriamoci un attimo sugli spostamenti in auto per lavoro.

Come riportato anche dalla Nuova ordinanza sugli spostamenti del 22 marzo, pubblicata sul sito del Ministero della Salute,

è fatto divieto a tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi con mezzi di trasporto pubblici o privati in comune diverso da quello in cui si trovano, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute.

In questo caso, come puoi leggere, è ammesso e consentito uscire di casa e spostarsi dal proprio comune di residenza verso il luogo di lavoro.

Il termine utilizzato nel decreto è molto importante. Si legge, infatti, “comprovate esigenze lavorative”.

Cosa vuol dire “comprovate esigenze lavorative”

Anche in questo caso, ci viene in soccorso il sito del Ministero dell’Interno, dove si può leggere quanto segue:

““Comprovate” significa che si deve essere in grado di dimostrare che si sta andando (o tornando) al lavoro, anche tramite l’autodichiarazione vincolante o con ogni altro mezzo di prova, la cui non veridicità costituisce reato. In caso di controllo, si dovrà dichiarare la propria necessità lavorativa. Sarà cura poi delle Autorità verificare la veridicità della dichiarazione resa con l’adozione delle conseguenti sanzioni in caso di false dichiarazioni.”

È necessario, quindi, dimostrare che ci si sta spostando per ragioni di lavoro e non per altre motivazioni non consentite dalle norme vigenti in questo periodo di emergenza.

Come si può dimostrarlo? Tramite l’autodichiarazione o ogni altro mezzo di prova.

Vediamo insieme come comportarsi.

Spostamenti in auto per lavoro e modello di auto-dichiarazione

Da quando è stato introdotto, il modello di auto-dichiarazione ha subito alcune modifiche, frutto essenzialmente degli aggiornamenti al decreto che si sono susseguiti in queste ultime settimane.

Ti invitiamo a diffidare dei vari link e documenti circolanti sul web e sui social, perché potrebbero essere falsi o, in alcuni casi, obsoleti.

Per sicurezza, puoi reperirlo direttamente dal sito del Ministero dell’Interno, a questo link.

Il file che trovi a questo link è un pdf compilabile, questo vuol dire che puoi inserire i dati direttamente al computer e stamparlo già pronto con le informazioni richieste.

In ogni caso, ti consigliamo di stamparne un po’ di copie in bianco da portare sempre con te.

Se il link dovesse risultare inattivo, perché magari è cambiato di nuovo il modulo, puoi visitare il sito www.interno.gov.it e cliccare sulla voce che trovi in home page.

In cosa consiste questa auto-dichiarazione

Di fatto, è un semplice documento nel quale si devono indicare le proprie generalità e dichiarare la ragione dello spostamento, selezionando una delle voci riportate:

  • comprovate esigenze lavorative;
  • assoluta urgenza (“per trasferimenti in comune diverso”, come previsto dall’art. 1, comma 1, lettera b) del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 22 marzo 2020);
  • situazione di necessità (per spostamenti all’interno dello stesso comune, come previsto dall’art. 1, comma 1, lett. a) del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 8 marzo 2020 e art. 1 del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 9 marzo 2020);
  • motivi di salute.

Oltre a spuntare una di queste voci è richiesta anche una contestualizzazione, ovvero i dettagli dello spostamento.

Cosa scrivere nel modello di auto-dichiarazione

Nella sezione “A questo riguardo, dichiara che” ti consigliamo di indicare il nome e l’indirizzo del luogo di lavoro che stai cercando di raggiungere o dal quale stai tornando.

Se il tuo lavoro prevede spostamenti costanti, come ad esempio può capitare agli autotrasportatori, allora ti consigliamo di allegare al modello di auto-dichiarazione un ordine di lavoro, una bolla di consegna, insomma un documento che possa dimostrare gli spostamenti che hai o devi effettuare.

Lascia libera la casella “Data, ora e luogo del controllo”, che deve essere compilata dalle forze dell’ordine che, eventualmente, ti fermeranno per verificare le ragioni del tuo spostamento in auto.

Aggiungi la tua firma in basso a sinistra.

Cosa s’intende per “ogni altro mezzo di prova”

L’utilizzo di espressioni vaghe, come abbiamo già spiegato, ha creato non poca confusione nei cittadini, ancora di più in quelli obbligati a muoversi in auto per lavoro.

Oltre all’auto-dichiarazione, che consigliamo comunque di compilare e portare sempre con sé, si può dimostrare alle forze dell’ordine la giustificatezza degli spostamenti anche in altri modi.

Quali sono questi metodi? Ad esempio si può presentare ai posti di blocco:

  • Una dichiarazione cartacea firmata dal datore di lavoro dalla quale si evince l’esigenza del lavoratore di muoversi dal proprio domicilio per raggiungere il luogo di lavoro;
  • dei documenti di lavoro che giustificano la presenza del lavoratore in strada (ad esempio una bolla di consegna per chi lavora come Corriere Espresso);

È importantissimo avere documenti che dimostrano la natura dello spostamento per comprovate esigenze lavorative.

Cosa succede se non si è in possesso dell’auto-dichiarazione

Laddove si fosse sprovvisti di modello di auto-dichiarazione non c’è da preoccuparsi. Le forze dell’ordine che effettuano i controlli dispongono di copie da far compilare agli automobilisti.

Sarà loro cura verificare la veridicità di quanto dichiarato.

Il nostro consiglio, in ogni caso, è di non uscire di casa sprovvisti di moduli già compilati, per due motivi:

  • evitare una sosta più lunga del necessario;
  • facilitare il lavoro delle forze dell’ordine, che stanno compiendo sforzi ingenti in queste settimane e meritano il nostro supporto e la nostra collaborazione.

Si può viaggiare in più persone nello stesso veicolo?

Partiamo dal presupposto che è consigliato ridurre al minimo i contatti con le altre persone, in particolare all’interno di ambienti chiusi e ristretti come può essere un autoveicolo.

Detto ciò, può essere necessario, per esigenze lavorative, spostarsi in compagnia di un collega.

È consentito viaggiare in più persone nello stesso veicolo, ma solo a condizione che sia rispettata la distanza di sicurezza di almeno un metro tra i vari soggetti.

Questo limite non si applica nel caso di soggetti appartenenti al medesimo nucleo familiare.

Ad esempio, se moglie e marito gestiscono insieme un negozio di alimentari, ed hanno quindi la necessità di recarsi insieme a destinazione, possono muoversi nello stesso veicolo senza tenere conto delle distanze di sicurezza.

Quali sono le sanzioni in caso di spostamento ingiustificato

Sul territorio nazionale vengono effettuati, ogni giorno, decine di migliaia di controlli dalla polizia municipale e dalle forze di polizia.

In caso di violazione delle direttive nazionali e locali, quindi di spostamento ingiustificato, si va incontro a sanzioni penali e pecuniarie.

Nello specifico, il mancato rispetto delle disposte misure di contenimento è punito ai sensi dell’articolo 650 del codice penale, che prevede l’arresto fino a tre mesi o un’ammenda fino a duecentosei euro.

Conclusioni

Se, durante la quarantena, il tuo lavoro ti impone di spostarti in auto, è fondamentale dimostrare la natura del tuo spostamento.

Speriamo, con questo nostro articolo, di averti chiarito alcuni punti essenziali del decreto e su come attrezzarsi per non andare incontro a sanzioni.